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Scritto da Makia
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mercoledì 16 dicembre 2009 |
Recensione:
Molti dimenticano i nomi che la superficialità consuma col tempo. Molti dimenticano album contrassegnati dalla mancanza di rispetto verso il proprio essere concreti. Pochi dimenticheranno Rural Chic Revolution, il primo album ufficiale degli eclettici Smania Uagliuns. Paurosamente inclini alla perfezione produttiva, intrattengono scontri contro l’ambiente Hip Hop. Una resa dei conti che li vede vincenti per modestia e grande assuefazione all’essere musicali. Un prodotto nocivo per gli ignoranti del settore discografico, ma allo stesso tempo impossibilitato a mancare perché portavoce del cambiamento direzionale delle tendenze generazionali. Così tra un gancio sinistro e una conta al tappeto si prefigura una vittoria su più fronti. Quello sicuramente gradito è il fronte della musica in quanto tale, ovvero dell’essere consapevoli realmente delle proprie potenzialità, senza cercare la commiserazione del pubblico. Drammaturgicamente giocato sulla teoria degli opposti e caparbiamente romanzato come Uno, Nessuno e Centomila di Luigi Pirandello, l’album scaltramente cade nell’ironia più cruda, nella satira scioccante, nella commedia alla Edoardo De Filippo con i suoi ingranaggi teatrali e il non sempre lieto fine. Nasconde una patina sarcastica che accresce il suo atteggiamento superficiale tramutandosi in ferocia lirica: ‹‹Prima di me nessuno, faccio io il mio background […]›› (da Veng’ Da Rmx). I testi masticano nervosamente il funky old school, poi sputato lasciando in bocca soltanto concetti immediati. Parla di Bukowski, farcisce citazioni con cultura universitaria, scopre i manifesti visionari dovuti all’alcol (da buoni artisti maledetti) e tanta fantasia idealistica che sprizza meravigliosamente tra il folklore popolare e conoscenza della tecnologia musicale contemporanea. Non pecca d’idillio celebrativo. Tanta semplicità è circondata dal dialetto potentino, che risulta il miglior modo per parlare alla gente come un conoscente di famiglia. In tutto questo c’è la musica, protagonista indiscussa. L’elettro-psichedelia diventa il bypass che fornisce battiti al cuore e sorseggia l’amara consolazione di un domani produttivo forse ancora lontano in Italia. Nel suo essere controcorrente anticipa un futuro musicale che non tarderà ad arrivare, si spera. Tracks: 01. Rural Chic Revolution [prod. Enz The Agronomist] 02. 80’s Uagliuns [prod. Enz The Agronomist] 03. Orsù Oh Nonna (Skit) 04. Psychedelici [prod. Enz The Agronomist] 05. Estraniati [prod. Enz The Agronomist] 06. Blus Di Fus [prod. Enz The Agronomist] 07. Tropp’ Cazz’ Pa’ Capa (Interlude) [prod. Enz The Agronomist] 08. Autorità? Mah! [prod. Enz The Agronomist] 09. Dannati Giornalisti (Skit) 10. Rural Gangster [prod. Enz The Agronomist] 11. Insoddisfatto Eterno (feat. Janah) [prod. Enz The Agronomist] 12. L’Orologio Biologico [prod. Enz The Agronomist] 13. Ossessioni [prod. Enz The Agronomist] 14. Compagno Di Sbronze [prod. Enz The Agronomist] 15. Semp’ u’ Stess’ Pub [prod. Enz The Agronomist] 16. L’Illusione [prod. Enz The Agronomist] 17. Veng’ Da Rmx [prod. Enz The Agronomist] 18. I Won’t Let You Down (Outro) [prod. Enz The Agronomist]
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